Franco Arminio torna nel Salento: “Siate nuovi e antichi come la vostra terra”
- welablecce
- 9 set 2025
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Paesologo, poeta, narratore, scrittore e regista: Franco Arminio torna nel Salento il prossimo 28 agosto per il festival “Crocevia per lo Ionio” di Nardò. Diego Dantes lo ha intervistato prima dell’ormai irrinunciabile appuntamento “La luna e i calanchi”, il festival della paesologia che lui ha fortemente voluto e avviato quindici anni or sono e che quest’anno si svolgerà dal 19 al 23 agosto.

Un autore poliedrico
Franco Arminio è tante cose, e in un tempo in cui siamo sommersi dalle parole riesce sempre a stupirci con una lettura mai banale delle nostre realtà. Luogo magico del suo racconto paesologico è Aliano, dove da quindici anni si tiene il festival “La Luna e i Calanchi”, che altro non è che la Festa della Paesologia, ideata e diretta da lei. Siamo, come detto, alla quindicesima edizione che quest’anno si terrà dal 19 al 23 agosto. È un festival che vuole raccogliere intorno a un paese lucano, Aliano, il meglio delle tensioni civili e artistiche che si stanno sprigionando nel Mediterraneo interiore, con particolare attenzione a quello che accade in Lucania e nelle regioni vicine.
A cosa serve la poesia?
È una diga contro la miseria spirituale. La poesia aiuta a diventare meno poveri spiritualmente e mi sembra una cosa importante. Abbiamo il dovere di non contribuire a questa oscena banalizzazione dell’umano.
Un messaggio per i più giovani “spaesati”
Una domanda complessa. Oggi sembra difficile avere 20-30 anni, pare molto difficile sentire “nostro” il mondo. I ragazzi sembrano “abitare” un luogo che non sembra loro, da qui anche un certo disinteresse. Ecco, forse più che guardare il mondo nel suo complesso, è importante sviluppare un legame con il proprio luogo. Magari occupandosene, insieme ad altre ragazzi, organizzando qualcosa. Questo crea un legame, anche più fiducia nell’abitare veramente i luoghi dove siamo. Solo dopo, piano piano, allargare lo sguardo al mondo. Insomma il punto di partenza, secondo me, sarebbe interessarsi, aver cura, dei propri luoghi. Mi sembra un gesto pieno di futuro.

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